COMUNICATO STAMPA
INAMMISSIBILI DICHIARAZIONI SULLA PROSTITUZIONE COME UN BENE PREZIOSO PER LE PERSONE TRANSGENDER E TRANSESSUALI
Il 29 marzo u.s. è andata in onda sul canale tv Teleroma 56 (can 877 sky e Roma can 56 su digitale terrestre), durante la trasmissione “Outing, un’intervista a Leila Daianis, presidente dell’Associazione transessuale “Libellula 2001”. Nel corso della stessa, la Daians ha – fra le altre cose - dichiarato che fare la prostituta per una ragazza transessuale "sarebbe un fatto positivo”, adducendo la motivazione secondo cui, tali prestazioni sono per alcune ragazze un mezzo per affermare la propria femminilità, Secondo la stessa Daianis, un cliente, in questi casi, non cerca un uomo ma una donna e “questo “fa solo del bene alle ragazze trans" .
Riteniamo estremamente gravi e calunniose queste dichiarazioni, ai limiti del favoreggiamento.
In questo modo viene ribadita, la falsa equivalenza “trans = prostituta”, contro cui il movimento transgender si batte in tutto il mondo. La prostituzione è soprattutto figlia dell’estrema difficoltà a trovare lavoro per chi è in percorso di transizione e le motivazioni fornite dalla Daianis, forse valide per lei, non hanno alcun senso generale. E’ un falso - noto ormai anche al grande pubblico - che i clienti delle transgender che si prostituiscono, cerchino nella ragazza trans, femminilità. E’ invece risaputo che la maggior parte dei clienti cerca “prestazioni attive” costringendo molte ragazze ad una ulteriore umiliazione (in genere chi è trans non ama usare i propri genitali originari) dopo quella indotta da uno Stato che non si dota di leggi di tutela per le pari opportunità, in netto contrasto con svariate sentenze delle Corti Supreme Europee. Un fatto, questo che la dice lunga su come sia priva di fondamento e persino offensiva l’allucinante “uscita” della Daianis. Soltanto chi donna non è (né nel corpo né nello spirito) può dichiarare che una donna affermi la propria identità attraverso la prostituzione. Questi sono pensieri che solo alcune menti maschili retrive talvolta fanno quando fruiscono di pornografia o prostituzione trans. Un alibi per non sentirsi in colpa del loro sfruttamento.
Non mettiamo in discussione la libertà (per chiunque) di prostituirsi, ma crediamo fermamente che una libertà è tale quando si hanno anche altre opzioni e scelte. Cosa che spesso non accade per le giovani transessuali, specie quelle meno esperte o abbandonate dalla famiglia e quindi con un livello culturale reso basso dall’emarginazione sociale e familiare.
La presidente di un’associazione onlus dovrebbe combattere la prostituzione se questa è l’unica (o quasi) possibilità di sopravvivenza. Un’Associazione di Utilità Sociale dovrebbe essere un punto di riferimento, creare alternative e cercare di evitare che ci si prostituisca per sopravvivere e non “favoleggiare” la prostituzione in diretta TV come una terapia psicologica. Il peggio che si poteva sentire.
Nondimeno grave è l’assenza di una dichiarazione di presa di distanza da parte del cosiddetto “Coordinamento Trans Silvia Rivera” di cui Libellula fa parte.
AzioneTrans si dichiara estranea a queste modalità di operare. In assenza di pubbliche smentite di tali gravi dichiarazioni o prese di distanza da parte delle altre Ass.ni transgender, chiediamo e ci chiediamo chi, oltre ad AzioneTrans, abbia davvero la capacità di battersi convintamene contro i soprusi sociali cui ancora le persone trans sono sottoposte.
Noi lottiamo per l’applicazione delle Direttive Europee che prevedono le pari opportunità fra i sessi estesa anche alle persone in percorso di transizione; abbiamo collaborato attivamente nello scrivere un progetto di legge che superi l’obbligo ad interventi chirurgici genitali che non tutte le persone trans gradiscono o possono permettersi, per evitare che molte persone si operino solo per “avere i documenti” conformi al proprio genere vissuto; contestiamo protocolli medici italiani contrari allo spirito di quelli internazionali e che ci obbligano ad una psicoterapia coatta di Stato.
Azionetrans non COORDINA il nulla, non propaganda la bizzarra scelta terapeutica della prostituzione, ma combatte per i diritti, a costo di farlo "controcorrente".
Francesca Busdraghi , segretaria nazionale Azionetrans
Mirella Izzo, presidente nazionale AzioneTrans
Roma – Genova, lì 2 aprile 2008