Archivio
Appello per Fuad: gay palestinese condannato a morte dai palestinesi
|
Fuad è il patner omosessuale di Ezra. Il primo è originario di Ramallah, il secondo è di Gerusalemme. I due si amano e questo sentimento è valso a Fuad la condanna a morte da parte dei suoi parenti. I due si sono trasferiti in un monolocale di Gerusalemme e lavorano entrambi nell'impresa di Ezra, ma Fuad non ha il permesso di soggiorno. Più volte la polizia lo ha ricondotto a Ramallah e, tutte le volte, Ezra lo ha nascosto nel portabagagli e lo ha riportato a casa, prima che i parenti lo trovassero per ucciderlo, nel complice silenzio dei vicini e delle autorità locali. Ora un giudice ha sentienziato che Fuad deve essere imprigionato o definitivamente trasferito a Ramallah, per porre fine a questo gioco del gatto e del topo.
Ezra ha sottoposto una richiesta per gli arresti domiciliari che è stata accolta. Fuad non rischia la vita, chiuso nel monolocale di Gerusalemme.
Ma le autorità israeliane potrebbero, con una semplice firma, concedere il permesso di risiedere a Gerusalemme. Tale potere spetta al Ministro degli Interni Poraz e può essere sollecitato dal
Presidente della Repubblica Katzav.
Dall'inizio della "seconda intifada", decine di migliaia di lavoratori palestinesi hanno visto la revoca del loro permesso di soggiorno e lavoro. Decisione più che comprensibile, visto lo stato delle cose.
Ma per gli omosessuali come Fuad, è stato l'inizio di un incubo. Per loro nei territori non c'è speranza di vita. La scelta è tra una morte veloce, per esecuzione, e una lenta, in seguito a orrende e prolungate torture (tra queste, sono state riportate: lo strappo di un occhio, l'inserimento di metallo incandescente e bottiglie rotte
nell'ano, la testa legata in un sacco pieno di escrementi, l'essere appesi a testa in giù). Nessun omosessuale è mai stato coinvolto in azioni terroristiche o di fiancheggiamento: nessun musulmano accetterebbe di collaborare con un gay. Nessun gay accetterebbe di lavorare per i propri aguzzini. L'atteggiamento del governo di Gerusalemme, per quanto doloroso, non è senza senso, dato che i terroristi potrebbero fingersi gay per entrare nel Paese.
Tuttavia in un caso lampante come questo, in cui la vera omosessualità e completa estraneità con le organizzazioni terroristiche è al di sopra di ogni dubbio, una democrazia importante e forte come quella israeliana, può permettersi di salvare la vita a questa giovane persona. La democrazia israeliana contro la barbarie araba, per i diritti umani!
IMPORTANTE: nelle email o nei fax inviati bisogna menzionare il suo
numero di carta d'identità: id 851611707
Per favore, scrivete in inglese (o in ebraico) a:
Interior Minister Avraham Poraz
sar@moin.gov.il, pniot@moin.gov.il, pniot@moin.gov.il (a tutti e tre gli indirizzi)
o al fax +972-2-5666376 e a:
President Moshe Katzav
email: president@president.gov.il, public@president.gov.il (a tutti e due)
fax +972-2-5671314
Per favore, mandate anche un copia nascosta del messaggio a
fuadmoussa@hotmail.com,
usando la funzione "BCC". |