Nasce il Gruppo d'Azione Vegetariano Arcobaleno
"Un passo alla volta mi basta" (Gandhi)
Il mondo continua imperterrito a mostrarci i suoi orrori: guerre, terrorismo, intolleranza, povertà, fame, ingiustizia, malattie... l’elenco è lunghissimo. Vi diamo però una buona notizia: tante persone, ai quattro angoli del globo, cercano con vari mezzi di migliorare la situazione, o almeno di non peggiorarla.
Volontariato, attivismo umanitario, vegetarianismo, manifestazioni: basterebbero piccoli grandi passi per evitare di agire negativamente nei confronti di persone, animali o ambiente, ma per molti sembra ancora difficilissimo. Complici sono i pregiudizi, formati da vecchie convinzioni e da media troppo spesso condizionati da fattori economici. Ed è così che il volontario in zone di guerra diventa uno spericolato che dovrebbe starsene a casa, l’animalista un terrorista, il vegetariano uno sciocco che rischia la vita perché non mangia le bistecche. E di questo passo il gay è un effeminato malato, la lesbica una donna confusa, il transgender una prostituta che non merita rispetto.
Le generalizzazioni feriscono, inducono la gente a giustificare le aggressioni e a dimenticare che dovremmo essere davvero tutti fratelli, che la terra che stiamo calpestando è preziosa e che gli animali non si possono catalogare semplicemente come cose a nostro uso e consumo. Ancora meno persone sanno che tutto questo è collegato da uno stile di vita che si sta diffondendo sempre di più, quello vegan. Il vegan oltre a rifiutare qualsiasi prodotto di derivazione animale, si occupa di quanto accade nel mondo, perché è conscio del filo invisibile che collega gli orrori del globo al proprio comportamento quotidiano. In campo alimentare, oltre alla sensibilità per gli animali, sa che recenti studi dichiarano che un’alimentazione non carnivora di massa riuscirebbe a bilanciare il fabbisogno di quelle popolazioni che oggi muoiono di fame. Sa per logica che una maggiore sensibilità nei confronti degli esseri viventi faciliterebbe la diminuzione di guerre e ostilità. Molte malattie oggi diffuse in Occidente vedrebbero un notevole calo se si eliminassero dalla propria alimentazione alcuni cibi diffusi oltre ogni limite, e l’obesità diminuirebbe.
Anche nell’ambiente glbt queste scelte spesso non vengono considerate, soprattutto in Italia. In altri Paesi si sono organizzati gruppi glbt vegetariani o vegani, così come gruppi di ebrei o hare krsna gay, per non parlare di quelli, diffusissimi negli USA, di azione umanitaria e volontariato sotto la bandiera arcobaleno. Sarebbe bello se in Italia anche questi gruppi fossero più diffusi e non mosche bianche. Abbiamo così deciso di dare vita ad un nuovo gruppo, apolitico e aconfessionale, che sotto lo stesso nome riunisca vegetariani, vegani, gay, lesbiche, transgender, volontari e chiunque altro abbia a cuore le sorti del nostro pianeta.
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