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Gayrlandiani: gay & Irlanda nel XXI secolo

Premessa sullo scrivente

Alcune premesse sullo scrivente:

  • sono originario del Lago Maggiore (Piemonte): questo mi rende un gay “alla mano”
  • ho vissuto 2 anni a Milano: questo mi ha messo un po’ di “puzza sotto il naso”
  • adoro viaggiare e finora ho fatto turismo gayo a:

    Londra

    Barcellona

    Anversa

    Colonia

    Amsterdam

    Ibiza

Mi piace molto la vita in senso ampio, adoro ballare fino all’alba, divertirmi e tutte le solite coseJ

Essere gay a Dublino

Secondo il mio personale punto di vista Dublino per un gay è una città ancora troppo piccola e relativamente ancora indietro rispetto alle maggiori capitali europee da me visitate. Questa affermazione si motiva in quanto:

  1. Non esiste un vero e proprio quartiere gay a Dublino;l’esistenza di una gay street è piuttosto discutibile, anche se in Capel Street si possono trovare 2 bar (Gubu & Yello - vedi Bars & Clubs) e un disco-pub (Slattery’s- vedi Bars & Clubs). Di fatto la maggior parte dei locali sono in centro e contigui ad altri pub/disco etero della città: un mio amico aveva la paranoia di essere beccato dai colleghi di lavoro che spesso si recavano in pub vicino al Front Lounge (vedi Bars & Clubs) – giudicate voi se questo sia un vantaggio o uno svantaggio!
  2. La comunità è complissivamente piuttosto piccola, dopo 2 settimana di permanenza e di frequentazione dei principali locali si verifica il classico fenomeno delle “solite 4 facce già viste!”. Il ricambio c’è in alcuni periodi dell’anno, ad esempio con l’inizio del college i ragazzi dalla campagnia si recano e alloggiano in città per studio o in estate quando aumenta il flusso di ragazzi europei che a vario titolo permangono per alcuni mesi sull’isola
  3. Dulino è comunque il miglior posto in cui essere gay in Irlanda, considerando la transumanza di gente che viene dalle altre città irlandesi per fare il “weekendone” nella capitale!
  4. Molti ragazzi irlandesi sono ancora piuttosto timidi e spesso non frequentano i locali gay della città uscendo regolarmente con la compagnia etero. Sono i classici frequentatori della chat.
  5. Considerando le ristrette dimensioni della comunità (punto 2) e la reticenza alla frequentazione sotto la luce del sole (punto 4), l’offerta di divertimenti/serate importanti è ancora piuttosto limitata. Esistono pochi luoghi di incontro all’aperto e di solito sono piuttosto pericolosi ed è opportuno evitare di frequentarli – per chi è abituato al Parco Nord di Milano oppure al simpatico boschetto di Torre del Lago per non parlare di spiagge, parcheggi e anfranti vari dislocati nel Bel Paese, è necessario rivedere le proprio strategie di approccio.
  6. Non mi risulta (ma correggetemi pure) che esistano politici/parlamentari dichiarati e direttamente impegnati nella lotta per i diritti GLBT.
  7. Non esiste l’Arcigay ( con tutti gli svantaggi che questo può portare), non sono necessarie tessere per l’ingresso ai locali; il punto di riferimento per iniziative culturali e socializzanti al di fuori dei locali è l’Outhouse in Capel Street, presso la quale – se ritenete opportuno – è anche possibile prestare volontariato. Inoltre, l’Outhouse gestisce una serie di servizi tra cui sostegno ed aiuto, bacheca con sezione cerco/offro alloggio, internet point (€ 1 all’ora) e distribuzione di materiale informativo/riviste gratuite a tematica.

Bars & Clubs

Se siete degli appassionati di (gay) clubbing, tenete in considerazione quanto segue:

  1. Le serate finiscono tra le 2.30/3.00 della notte (non fidatevi degli annunci dei locali in cui dichiarano di andare avanti “till late” – questa dicitura suona fortemente incannevole all’occhio dello straniero: siamo pur sempre in Irlanda!) – la situazione non cambia per gli amici etero
  2. L’organizzazione dei locali stesso è piuttosto discutibile: di solito si tratta di pub adattati a diventare discoteche con piste da ballo piccole, caotiche e con la gente che ti versa pinte di birra addosso alla prima gomitata!
  3. La musica di solito è dance-commerciale/pseudo-house; per quanto riguarda i DJ si tratta quasi sempre di resident locali – non mi risultano serate in cui suonano DJ guests riconosciuti sulla scena gay europea/internazionale.
  4. Non ci sono dark room.
  5. Le serate non sono tematizzate rispetto al pubblico (military, fetish, trendy, ecc): tutti vanno un po’ dappertutto.
  6. Vige lo smoking-ban già da un po’ di tempo… ma forse a questo vi state già abituando in Italia. NB: non si può fumare nei bagni.
  7. L’atmosfera delle serate è complessivamente rilassata, amichevole ed i locali sono aperti sia a ragazzi che a ragazze.
  8. Il costo d’ingresso si aggira tra gli € 8-10 euro senza consumazione. I cocktail contengono una parte alcolica ridicola (ti danno il rhum con il misurino!): cominciate a benzinarvi a casa…
  9. Nonostante i piaceri della chimica siano perseguiti da alcuni, non mi risultano serate in cui tutto è così chiaro ed immediato come in altre capitali europee.
  10. Se è vero che quasi una sera c’è qualcosa da fare (molti locali etero ospitano una serata gay settimanale), durante la settimana i locali sono affollati di ragazzini – per lo più studenti – e qualche turista capitato lì per caso.
  11. La zona dei locali è abbastanza circoscritta e i locali sono dislocati a walking-distance l’uno dall’altro

Ecco la recensione di alcune serate che ho fatto:

Yello – Tutta la settimana – Capel Street: pub tranquillo e piccolino dove bere qualcosa prima di andare allo Slattery

Gubu– Tutta la settimana – Capel Street: pub tranquillo e frequentato da gente un po’ più grande anagraficamente rispetto agli posti.

Slattery – Sabato - in Capel Street: disco pub diviso su 2 piani, al secondo piano c’è la pista da ballo (minuscola) con musica pseudo-house. Il locale di solito è quasi sempre pieno di gente (non ce ne vuole poi tanta!) e la serata prosegue fino alle 2.30-2.45, poi tutti a nanna… oppure cercatevi una delle tante festicciole private.

The George: locale aperto tutta la settimana – George Street: la venue non è male ed è complessivamente più grande delle altre disco ed ospita diverse serate a tema. Il venerdì ed il sabato ospita una serata con musica dance-commerciale/pseudo-house.

Front Lounge – Tutta la settimana – Parliamente Street: il pub gay più grande e “trendy” della città, molto frequentato il venerdì ed il sabato sera (vi sfido a trovare un posto a sedere dopo le 21.00!). Devo essere sincero sincero, è il primo locale gay in cui il DJ suona musica Rock anni 70-80: giusticate voi se sia un bene o un male…

The Pod: Il venerdì – per ora sono andato solo una volta ed era l’inaugurazione, quindi l’impressione generale è un po’ falsata: se qualcuno ha qualche commento da fare in proposito potrebbe essere utile.

AM @ White Horse: ebbene sì, a Dublino c’è anche l’after-house. Inizia alle 7.00 AM (visto che l’ultimo club chiude alle 2.30/3.00 trovati qualcosa da fare per 4 ore: chi vuole intendere, intenda). Di fatto è misto e l’unica volta che io e miei amici volevamo andarci, siamo arrivati alle 7.00AM (in apertura) e c’erano 9 persone (contate) in coda. Alcuni dicono che dopo si riempia, ma forse a questo punto conviene dormire sonni tranquilli e recarsi di primo mattino.

Boiler house: una delle due saune di Dublino. Non vengono fornite ciabatte all’ingresso (se non mi sono preso le verruche quella volta, non me le prendo più!), mi pare che venga dato il profilattico e non ricordo se danno anche il lube. Visto il costo (eccessivo) e i frequentatori (pochi e penosi) la sconsiglio vivamente.

Feste private: considerato che i locali chiudono tutti presto e che nessuno ha voglia di andare a dormire alle 3.00 AM, a Dublino non è difficile infilarsi in un festino privato, spesso all’insaputa del padrone di casa, che si vede arrivare gente su gente. Il festino privato merita un approfondimento:

  • si distingue il festino privato con orgia/senza orgia (festino alcolico)
  • può capitare di conoscere gente interessante, ma se qualcuno vi sta sulle palle, ce l’avete di fronte per il resto della nottata e non c’è modo di scappare
  • vicini lamentosi o casa troppo piene senza accesso ad ulteriori partecipanti di sicuro non allieteranno le vostre nottate

PROFILATTICO=VITA – DA USARSI SEMPRE, COMUNQUE E CON CHIUNQUE

Approccio

Devo essere sincero, ma non ho ancora capito bene cosa piaccia agli irlandesi: quando lo capirò, aggiornero la sezione. In generale si può dire però che tanta timidizza & Guinness a pinte sono le costanti dell’irlandese medio che ho incontrato.

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A cura di: Alessio Tomasino

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