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Appello del 8/9/2006 "Rompiamo il silenzio!"

La comunità glbt italiana è stata sconvolta ancora una volta nei giorni scorsi dalle notizie dello stupro di una ragazza lesbica a Torre del Lago, delle tentate violenze nei confronti di due omosessuali e del cuoco picchiato a sangue perchè gay. Alcuni deputati (Vladimir Luxuria, Titti De Simone e  Franco Grillini) hanno presentato un'interrogazione parlamentare a Giuliano Amato, ministro degli interni, sui ripetuti atti di omofobia (che coinvolgono spesso persone vicine a Forza Nuova). Ci si aspetta una legge che protegga gay, lesbiche e transgender dalle discriminazioni. Nell'ambiente glbt nel'ultimo mese si è mosso qualcosa, ma è ancora poco e c'è qualcosa di molto grave nell'aria: alcune persone hanno chiesto di non dare importanza mediatica alla violenza subita da Paola, la ragazza aggredita a Torre del Lago, perchè altrimenti gli aggressori ne ricaverebbero soddisfazione. Noi diciamo no. Il terribile fatto NON deve passare in silenzio: i perseguitati del nostro tempo e di quello passato vengono schiacciati e uccisi più dei loro carnefici o aggressori. Diamoci da fare, invece di scrivere solo in giro per il web che siamo disgustati e che speriamo in una qualche azione del Governo. Anche le associazioni GLBT fanno ben poco se si lamentano solo nel nostro ambientino protetto: bisogna parlare alla gente comune, a quelle famiglie che non sanno neanche come siano fatti un gay o una lesbica, che guardano con apprensione le immagini in tv del gay pride quando le fa vedere il TG4, quando pensano che siamo tutti solo una massa di invertiti che prima o poi magari guariranno, quelli che hanno i figli che vagano per i paesi o per le piccole città rasati e incazzati contro chiunque e che bazzicano gruppi giovanili di dubbia ideologia nostalgica. Stringiamoci in un abbraccio intorno a Paola, non usiamola come burattino per la causa, ma pensiamo a lei e a tutti gli altri omosessuali che, in quanto tali, hanno subito (e subiranno) violenze, aggressioni, insulti. Non ci interessano le beghe politiche che non portano da nessuna parte, sono necessarie campagne di sensibilizzazione che siano più decenti di un Pride nazionale all'anno che, per quanto carino e festoso, peggiora a causa di troppi media l'idea che ha di noi tanta gente comune. Alcuni esponenti di Forza Nuova si erano dati appuntamento, all'inizio dell'estate, per riempire la Toscana e le aree gay friendly: ecco il risultato dei loro intenti. Ma oggi sono loro, domani saranno persone di un altro partito o di un'altra ideologia, così come domani le vittime potrebbero essere proprio le persone a noi care: l'odio è il loro terreno, non possiamo restare a guardare sperando che non ci facciano troppo male.

Singoli o come organizzazione, combattiamo, protestiamo, rompiamo il silenzio prima che sia troppo tardi.

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